Wadi Natrun è una delle mete più affascinanti dell’
Egitto per chi cerca un’esperienza spirituale unica.
Situata tra
Il Cairo e
Alessandria, questa valle desertica sotto il livello del mare custodisce secoli di storia cristiana e rimane un simbolo vivente del monachesimo copto.
I suoi quattro monasteri attivi offrono ai visitatori un viaggio nel tempo tra architetture antiche, affreschi straordinari e giardini rigogliosi, mantenendo viva la tradizione dei Padri del Deserto.
Visitare Wadi Natrun significa immergersi in un paesaggio unico, fatto di laghi salati, distese desertiche e fortificazioni monastiche che raccontano storie di fede e devozione.
I monasteri di San Bishoy, dei Siriani, di San Macario e dei Romani conservano reliquie sacre e manoscritti preziosi, mentre le comunità monastiche continuano a praticare la vita cenobitica con preghiera, meditazione e servizio.
Passeggiando tra i cortili, le chiese e le mura antiche, è possibile sentire ancora oggi l’atmosfera di isolamento e spiritualità che attirò nei secoli migliaia di monaci da tutto il Mediterraneo.
Oltre all’aspetto religioso, Wadi Natrun offre un’esperienza culturale e visiva straordinaria: i colori caldi dell’adobe dei monasteri contrastano con il verde dei giardini e il bianco dei depositi di sale, creando scenari che affascinano fotografi e viaggiatori.
La facilità di accesso, grazie a strade principali e mezzi pubblici, permette di visitare la zona anche con un’escursione di un giorno.
Chi desidera scoprire la spiritualità e la storia più autentica dell’Egitto troverà in Wadi Natrun un tesoro senza tempo, dove fede, cultura e natura si incontrano in un equilibrio perfetto che continua a ispirare pellegrini e visitatori da ogni parte del mondo.
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1-Perché Wadi Natrun è considerato la culla del monachesimo?
Wadi Natrun è considerato la culla del monachesimo perché San Macario il Grande vi stabilì il primo insediamento cristiano attorno al 330, dando inizio a un movimento spirituale che attrasse migliaia di persone in cerca di solitudine e ascesi.
La regione divenne uno dei centri monastici più importanti della cristianità, raggiungendo al suo apice circa 700 monasteri che ospitavano comunità cenobitiche e proto-monastiche.
Chi furono i primi padri del deserto a Wadi Natrun?
San Macario il Grande rappresenta la figura fondatrice di Wadi Natrun. La sua reputazione di santità e saggezza attirò anacoreti, eremiti e monaci che si stabilirono nelle vicinanze in celle individuali.
Secondo la tradizione, San Macario giunse a Wadi Natrun, conosciuta nella letteratura cristiana come Scetis, attorno al 330.
La solitudine e la radicalità della vita nel deserto esercitavano un fascino particolare su questi uomini.
Essi ritenevano che vivere in questa regione avrebbe insegnato loro il disprezzo del mondo materiale e avrebbe permesso agli asceti di rispondere in modo migliore alla chiamata di Dio.
Tra il III e il VII secolo, cristiani di tutto il Mediterraneo si unirono ai tanti monasteri e comunità di Wadi Natrun.
I santi nati nella regione sono annoverati tra i Padri del Deserto.
Sant'Ammonio di Nitria, Sant'Arsenio il Grande, San Bishoi di Nitria, San Giovanni Colobus, San Macario di Alessandria, San Mosè l'Etiope (detto anche Mosè il Moro), San Pambone l'Egiziano e San Samuele il Confessore vissero in questa terra desolata dedicandosi alla preghiera, alla meditazione e all'ascesi.
San Bishoi fondò probabilmente i primi monasteri di Wadi Natrun nel IV secolo, dove l'attività era meno eremitica e più monastica, con regole che disciplinavano la vita appartata ma comunitaria dei monaci.
Quanti monasteri esistevano nell'antichità?
Wadi Natrun ospitava al suo apice circa 700 monasteri, secondo lo studioso classico Roger S. Bagnall nel testo Egypt from Alexander to the Early Christians: An Archaeological and Historical Guide.
Altre fonti parlano di più di cento monasteri o di decine e addirittura centinaia di strutture monastiche nella zona e nelle aree circostanti.
Questa concentrazione straordinaria di comunità religiose rese Wadi Natrun uno dei tre principali centri monastici cristiani nel deserto di Nitria, l'unico in cui gli antichi monasteri rimangono in uso.
Degli altri due centri, Nitria e Kellia, abbiamo solo resti archeologici.
La storia di Scetis (il nome greco di Wadi Natrun) subì una svolta drammatica all'inizio del V secolo.
La regione venne attaccata e depredata dai predoni provenienti dal deserto libico, cosa che portò molti Padri del Deserto a lasciare la regione.
Lo studioso gesuita William J. Harmless, esperto del monachesimo delle origini, spiega che la distruzione di Scetis rappresentò un punto di svolta nella storia del monastero cristiano delle origini.
Secondo l'Apophteghmata, Sant'Arsenio il Grande, uno dei sopravvissuti a queste incursioni, disse: "Il mondo ha perso Roma, e i monaci hanno perso Scetis".
Questa frase testimonia l'importanza spirituale e culturale che Wadi Natrun rivestiva per la cristianità.
Nel VII secolo, durante la conquista musulmana dell'Egitto, i monasteri fiorirono grazie alla sicurezza derivante da una forte autorità centrale.
Nonostante ciò, la tassazione e altre questioni amministrative portarono alla fine a conflitti con il governo musulmano.
Nitria e Kellia furono poi abbandonate, ma Scetis continuò a essere un centro di attrazione spirituale in tutto il Medioevo.
Cosa attira oggi i pellegrini a Wadi Natrun?
Oggi Wadi Natrun conserva quattro monasteri copti ortodossi dove vive un consistente gruppo di circa 500 monaci.
Questi cenobi, fondati nel IV secolo, sono considerati i più antichi monasteri della cristianità: il Monastero di San Macario, il Monastero dei Siriani, il Monastero di San Bishoi e il Monastero dei Romani.
La continuità spirituale rappresenta l'attrazione principale.
A differenza di altri siti monastici ridotti a rovine archeologiche, Wadi Natrun mantiene viva la tradizione cenobitica più antica.
I pellegrini trovano qui una comunità monastica attiva che perpetua le pratiche spirituali dei Padri del Deserto.
La regione rimane una delle aree più sacre per la cristianità.
I monasteri non sono solo mete turistiche di grande interesse, ma mantengono anche la loro attività religiosa.
In alcune date speciali si riempiono di pellegrini e fedeli, creando un'atmosfera di devozione che richiama quella dei primi secoli cristiani.
2-Come visitare il Monastero di San Bishoy?
Il Monastero di San Bishoy rappresenta probabilmente il più importante dei quattro monasteri attivi di Wadi Natrun.
Fondato a metà del IV secolo da San Bishoy il Grande, questo complesso monumentale si estende per circa due acri e ospita attualmente 185 monaci.
Il monastero custodisce reliquie sacre, architetture antiche e giardini rigogliosi che affascinano pellegrini e visitatori.
Dove si trova il corpo di San Bishoy?
Il corpo di San Bishoy è conservato in una delle chiese del complesso monastico. Secondo la tradizione copta, il corpo del santo sarebbe rimasto incorrotto fino ad oggi.
Dopo la sua morte nel 417, la salma fu traslata dalla montagna e riportata nel monastero da lui fondato.
Ogni 15 luglio, il corpo viene portato in processione, creando un momento di grande devozione per i fedeli copti.
I pellegrini gremiscono la sala dove si trova il reliquiario nella chiesa, rendendo questo luogo uno dei più sacri del monachesimo cristiano.
Quali sono le cinque chiese del monastero?
Il monastero comprende cinque chiese, ognuna con caratteristiche architettoniche e storiche uniche.
La chiesa più grande è quella di San Bishoy, che rappresenta il cuore spirituale del complesso.
La Chiesa di San Beniamino colpisce per la sua splendida cupola e ospita un reliquiario contenente gli oggetti personali di San Bishoy.
Questa chiesa è dedicata a Papa Beniamino I e costituisce un importante luogo di venerazione.
La Chiesa di San Giorgio risale all'XI secolo e conserva una lastra di marmo antica insieme a un bellissimo altare e diversi oggetti storici.
Oggi viene usata come magazzino, ma mantiene intatto il suo valore artistico.
La Chiesa di Abskhiroun al-Qalini, costruita nel IX secolo, rappresenta una delle strutture più antiche del monastero.
Inoltre, il complesso include la Chiesa di Sant'Antonio, completando il gruppo delle cinque chiese che caratterizzano questo luogo sacro.
I campanili semplici e sporgenti creano un interessante contrasto di forme geometriche con le cupole semisferiche, regalando al monastero un profilo architettonico distintivo.
Cosa vedere nelle fortificazioni del monastero?
Si tratta di un monastero fortificato, come la maggior parte di quelli presenti in
Egitto.
La prima fortificazione fu eretta nel V secolo dall'imperatore Zenone, ma quella attuale risale al XX secolo.
Le mura alte 10 metri circondano il complesso con due porte situate a nord e a sud. La fortificazione rimane ancora intatta e testimonia le difficoltà affrontate dai monaci nel corso dei secoli.
Il Pozzo dei Martiri rappresenta uno dei luoghi più significativi del monastero.
Nel 444, i predoni attaccarono il monastero vicino di San Macario, uccidendo una cinquantina di monaci, poi lavarono le loro spade insanguinate nell'acqua di questo pozzo.
Da allora porta questo nome evocativo che ricorda il sacrificio dei martiri.
Perché Papa Shenouda III è importante qui?
Papa Shenouda III iniziò la sua vita monastica proprio in questo monastero e vi risiedette per molti anni.
Il suo legame profondo con il Monastero di San Bishoy lo portò a promuovere la costruzione dell'attuale fortificazione nel XX secolo.
Dopo la sua morte, avvenuta a 5 mesi prima delle elezioni del nuovo Papa, la sua salma fu deposta nel monastero.
Attualmente i pellegrini gremiscono la sala dove giace, rendendo omaggio a questa figura centrale della Chiesa Copta Ortodossa.
Come sono i giardini del monastero?
Il monastero vanta un grande giardino che si estende su 400 ettari di terreno.
Questi spazi verdi sono coltivati a frutta, verdura e olivi, garantendo autosufficienza alla comunità monastica.
Colpisce la commistione tra il colore dorato dell'adobe e il verde dei giardini, una caratteristica comune ad altri monasteri della regione.
Il contrasto cromatico crea un'atmosfera di pace e bellezza naturale.
Il monastero contiene anche una clinica medica a servizio della comunità, dimostrando come la tradizione monastica coniughi spiritualità e servizio pratico alla popolazione locale.
3-Cosa scoprire negli altri tre monasteri?
Il Monastero di San Bishoy rappresenta probabilmente il più importante dei quattro monasteri attivi di Wadi Natrun.
Fondato a metà del IV secolo da San Bishoy il Grande, questo complesso monumentale si estende per circa due acri e ospita attualmente 185 monaci.
Il monastero custodisce reliquie sacre, architetture antiche e giardini rigogliosi che affascinano pellegrini e visitatori.
Dove si trova il corpo di San Bishoy?
Il corpo di San Bishoy è conservato in una delle chiese del complesso monastico. Secondo la tradizione copta, il corpo del santo sarebbe rimasto incorrotto fino ad oggi.
Dopo la sua morte nel 417, la salma fu traslata dalla montagna e riportata nel monastero da lui fondato.
Ogni 15 luglio, il corpo viene portato in processione, creando un momento di grande devozione per i fedeli copti.
I pellegrini gremiscono la sala dove si trova il reliquiario nella chiesa, rendendo questo luogo uno dei più sacri del monachesimo cristiano.
Quali sono le cinque chiese del monastero?
Il monastero comprende cinque chiese, ognuna con caratteristiche architettoniche e storiche uniche.
La chiesa più grande è quella di San Bishoy, che rappresenta il cuore spirituale del complesso.
La Chiesa di San Beniamino colpisce per la sua splendida cupola e ospita un reliquiario contenente gli oggetti personali di San Bishoy.
Questa chiesa è dedicata a Papa Beniamino I e costituisce un importante luogo di venerazione.
La Chiesa di San Giorgio risale all'XI secolo e conserva una lastra di marmo antica insieme a un bellissimo altare e diversi oggetti storici.
Oggi viene usata come magazzino, ma mantiene intatto il suo valore artistico.
La Chiesa di Abskhiroun al-Qalini, costruita nel IX secolo, rappresenta una delle strutture più antiche del monastero.
Inoltre, il complesso include la Chiesa di Sant'Antonio, completando il gruppo delle cinque chiese che caratterizzano questo luogo sacro.
I campanili semplici e sporgenti creano un interessante contrasto di forme geometriche con le cupole semisferiche, regalando al monastero un profilo architettonico distintivo.
Cosa vedere nelle fortificazioni del monastero?
Si tratta di un monastero fortificato, come la maggior parte di quelli presenti in Egitto.
La prima fortificazione fu eretta nel V secolo dall'imperatore Zenone, ma quella attuale risale al XX secolo.
Le mura alte 10 metri circondano il complesso con due porte situate a nord e a sud. La fortificazione rimane ancora intatta e testimonia le difficoltà affrontate dai monaci nel corso dei secoli.
Il Pozzo dei Martiri rappresenta uno dei luoghi più significativi del monastero.
Nel 444, i predoni attaccarono il monastero vicino di San Macario, uccidendo una cinquantina di monaci, poi lavarono le loro spade insanguinate nell'acqua di questo pozzo.
Da allora porta questo nome evocativo che ricorda il sacrificio dei martiri.
Perché Papa Shenouda III è importante qui?
Papa Shenouda III iniziò la sua vita monastica proprio in questo monastero e vi risiedette per molti anni.
Il suo legame profondo con il Monastero di San Bishoy lo portò a promuovere la costruzione dell'attuale fortificazione nel XX secolo.
Dopo la sua morte, avvenuta a 5 mesi prima delle elezioni del nuovo Papa, la sua salma fu deposta nel monastero.
Attualmente i pellegrini gremiscono la sala dove giace, rendendo omaggio a questa figura centrale della Chiesa Copta Ortodossa.
Come sono i giardini del monastero?
Il monastero vanta un grande giardino che si estende su 400 ettari di terreno.
Questi spazi verdi sono coltivati a frutta, verdura e olivi, garantendo autosufficienza alla comunità monastica.
Colpisce la commistione tra il colore dorato dell'adobe e il verde dei giardini, una caratteristica comune ad altri monasteri della regione.
Il contrasto cromatico crea un'atmosfera di pace e bellezza naturale.
Il monastero contiene anche una clinica medica a servizio della comunità, dimostrando come la tradizione monastica coniughi spiritualità e servizio pratico alla popolazione locale.
4-Cosa scoprire negli altri tre monasteri?
Oltre al Monastero di San Bishoy, Wadi Natrun custodisce altri tre straordinari complessi monastici che conservano tesori artistici, reliquie sacre e storie millenarie.
Questi monasteri offrono prospettive diverse sulla ricchezza spirituale e culturale di questa terra santa.
Qual è la storia del Monastero dei Siriani?
Il Monastero dei Siriani risale al VI secolo e sorge a circa cinquecento metri dal complesso di San Bishoy.
Dedicato alla Santa Vergine Maria, questo monastero viene meglio conosciuto come Monastero siriaco per la sua lunga storia legata ai monaci provenienti dalla Siria.
Agli inizi del VIII secolo, un gruppo di facoltosi mercanti siriani di Tikrit acquistò il monastero per 12.000 dinari.
Questi mercanti lo donarono successivamente a monaci provenienti dalla Siria, dando origine al nome Monastero della Madonna dei Siri.
Durante il X secolo, il monaco Mosè di Nisibi compì un viaggio straordinario che toccò Siria e Mesopotamia, raccogliendo circa 250 manoscritti siriaci.
Questa collezione trasformò il monastero in uno dei più importanti luoghi di conservazione della cultura e della fede siriaca.
Nel 1088 il monastero contava sessanta monaci ed era il terzo per importanza nel Deserto di Nitria.
Tra il 1839 e il 1851, il British Museum acquisì circa cinquecento manoscritti del monastero, documenti che permisero la traduzione di importanti testi dell'antichità come opere di Aristotele, Euclide, Archimede, Ippocrate e Galeno.
Attualmente il complesso è protetto da un grande muro costruito nel IX secolo, con un'altezza che varia dai 9,5 agli 11,5 metri.
Il monastero possiede cinque chiese: due dedicate alla Vergine Maria, mentre le altre sono rispettivamente consacrate ai Quarantanove martiri, ai Santi Honos e Marutha, e a San Giovanni il Nano.
Cosa sono le Porte delle Predizioni?
Le Porte delle Predizioni rappresentano una delle caratteristiche più straordinarie del Monastero dei Siriani.
Si tratta di una grande porta decorata con diagrammi simbolici che raffigurano il passato e il futuro della fede cristiana, così come narrati dai monaci cristiani del X secolo.
La Chiesa della Santa Vergine ospita questa porta insieme a splendidi affreschi che raffigurano Abramo, Isacco, Giacobbe, l'ascensione di Cristo, la Vergine, i dodici apostoli, Cristo in trono e l'annunciazione.
In particolare, la chiesa contiene una porta in legno dell'XI secolo realizzata in ebano con intarsi in avorio, considerata un capolavoro di carpenteria.
Quali tesori custodisce il Monastero di San Macario?
Il Monastero di San Macario fu fondato nel 360 d.C. da San Macario d'Egitto, padre spirituale di oltre 4.000 monaci di varie nazionalità.
Si tratta del monastero più antico del complesso di Wadi Natrun e gode di grande prestigio perché da qui sono passati molti papi copti.
Il monastero ospita le reliquie dei quarantanove Martiri di Scete.
Durante il restauro della grande chiesa, furono scoperte la Cripta di San Giovanni Battista e la Cripta del profeta Eliseo, secondo quanto indicato nei manoscritti dell'XI-XVI secolo trovati nella biblioteca del monastero.
Le reliquie furono raccolte in un'arca speciale e poste di fronte al Santuario nella Chiesa di San Macario.
La decorazione in legno di porte, pareti e iconostasi presenta dettagli impressionanti di intarsi sottili con conchiglie o madreperla.
La comunità monastica conta attualmente circa cento monaci.
Perché visitare il Monastero dei Romani?
Il Monastero dei Romani fu fondato nel IV secolo, probabilmente da San Macario.
Il suo nome deriva dalla forma copta "due romani", riferimento a due santi romani, Massimo e Domizio, i cui resti sono conservati qui.
Nel VII secolo il monastero fu fortificato. Nel XI secolo vennero realizzate le opere artistiche più notevoli del complesso: gli affreschi della chiesa della Vergine Maria con scene della sua vita.
I giardini del monastero meritano particolare attenzione, essendo molto curati dai monaci.
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5-Come raggiungere e spostarsi a Wadi Natrun?
Raggiungere Wadi Natrun risulta semplice sia dal Cairo che da Alessandria. La località si trova a 100 chilometri a nord-ovest del Cairo e gode di ottimi collegamenti stradali attraverso l'autostrada principale che unisce le due città.
Quale strada prendere dal Cairo o Alessandria?
L'autostrada 75 collega direttamente il Cairo ad Alessandria.
A metà percorso troverete una deviazione per prendere la strada Wadi Al Netroun - Al Deblomasein, e dopo circa 10 chilometri arriverete ai monasteri.
Il tempo di percorrenza totale è di circa un'ora e mezza sia dal Cairo che da Alessandria, rendendo questa destinazione perfetta per un'escursione giornaliera.
È possibile arrivare in autobus?
Sì, esistono diverse opzioni. Le compagnie West & Mid Delta Co operano autobus diretti.
Un'alternativa pratica consiste nel prendere un autobus sulla rotta Cairo-Alessandria e scendere all'area di servizio Master Rest, da dove potrete proseguire con taxi locali o tuk-tuk che attendono i turisti.
Come muoversi tra i monasteri?
I monasteri di Wadi Natrun sono sparsi su un'area estesa, con circa 25 chilometri tra i due più lontani.
Diventa quindi necessario utilizzare un mezzo di trasporto per spostarsi tra un complesso e l'altro.
I taxi rappresentano l'opzione più comoda per visitare tutti i monasteri in un'unica giornata, mentre i tuk-tuk offrono un'esperienza locale autentica per brevi spostamenti.
Quali servizi turistici ci sono nella zona?
La zona offre alcuni servizi di base per i visitatori. Troverete bancarelle di souvenir presso i monasteri e caffetterie dove gustare un tè freddo.
Alcuni monasteri possono offrire servizi di accoglienza ai pellegrini.
6-Perché visitare Wadi Natrun e i suoi monasteri attivi?
Wadi Natrun rappresenta un'esperienza spirituale senza eguali in Egitto.
I quattro monasteri attivi vi permettono di immergervi in una tradizione monastica viva che continua dal IV secolo, offrendo un viaggio attraverso storia, fede e arte.
La posizione strategica tra il Cairo e Alessandria rende questa destinazione perfetta per un'escursione giornaliera.
In particolare, la combinazione di reliquie sacre, architetture antiche, affreschi straordinari e giardini rigogliosi crea un'atmosfera unica che affascina pellegrini e visitatori.
Pianificate la vostra visita evitando i periodi di chiusura religiosa, e preparatevi a scoprire uno dei tesori più autentici della cristianità.
7-FAQs
1. Perché Wadi Natrun è considerata la culla del monachesimo cristiano?
Wadi Natrun è considerata la culla del monachesimo perché San Macario il Grande vi stabilì il primo insediamento cristiano intorno al 330 d.C., dando inizio a un movimento spirituale che attrasse migliaia di persone.
La regione raggiunse al suo apice circa 700 monasteri, diventando uno dei centri monastici più importanti della cristianità antica.
2. Quanti monasteri sono ancora attivi a Wadi Natrun oggi?
Attualmente sono attivi quattro monasteri copti ortodossi a Wadi Natrun, dove vive una comunità di circa 500 monaci.
Si tratta del Monastero di San Macario, del Monastero dei Siriani, del Monastero di San Bishoy e del Monastero dei Romani, tutti fondati nel IV secolo e considerati tra i più antichi della cristianità.
3. Quanto tempo ci vuole per raggiungere Wadi Natrun dal Cairo?
Il viaggio dal Cairo a Wadi Natrun richiede circa un'ora e mezza. La località si trova a 100 chilometri a nord-ovest del Cairo, lungo l'autostrada 75 che collega il Cairo ad Alessandria.
È possibile raggiungerla in auto, taxi o autobus, rendendo questa destinazione ideale per un'escursione giornaliera.
4. Cosa rende speciale il Monastero di San Bishoy?
Il Monastero di San Bishoy è il più importante dei quattro monasteri attivi e custodisce il corpo incorrotto di San Bishoy, fondatore del complesso nel IV secolo.
Il monastero comprende cinque chiese, fortificazioni storiche, un grande giardino di 400 ettari e ospita 185 monaci.
È anche il luogo dove Papa Shenouda III iniziò la sua vita monastica.
5. Ci sono periodi in cui i monasteri sono chiusi ai visitatori?
Sì, i monasteri di Wadi Natrun chiudono durante specifici periodi religiosi: la Quaresima, l'Avvento e il Transito di Maria a metà agosto.
È consigliabile verificare il calendario religioso copto prima di pianificare la visita per evitare di trovare i monasteri chiusi.
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